Caprara d'Abruzzo
i racconta che il culto dei santi Cosma e Damiano sia giunto a Caprara già in epoca tardo antica, quando nella località esisteva una villa romana, che nei secoli successivi si sviluppò nell’abitato di Roiano, dapprima castello di Roiano, poi casale di Roiano.Nelle Rationes Decimarum del 1300 compare una chiesa dedicata ai santi Cosma e Damiano, edificata nei pressi dell’attuale cimitero del paese, in località, appunto, San Cosimo.
Tra il 1400 e il 1500 il territorio di Roiano venne progressivamente abbandonato e fu ripopolato con famiglie di provenienza greco-albanese, così come avvenne nello stesso periodo, ad esempio, per le terre poste tra Chieti e Francavilla.
Quelle genti erano portate all’allevamento di capre e il toponimo dell’antica Roiano mutò in Caprara, che, contrariamente a quanto possa pensarsi, è motivo di vanto e orgoglio identitario.
Si narra, infatti, che l’eroe delle genti albanesi Giorgio Castriota Skanderbeg, del quale abbiamo una scultura nella piazza principale di Villa Badessa di Rosciano, ottenne una delle più clamorose vittorie contro l’esercito ottomano grazie ad uno stratagemma geniale utilizzando proprio le capre.
Per tornare alla nostra Caprara, i nuovi arrivati mantennero la devozione per i Santi Medici, ma la chiesa, ormai cadente, fu ricostruita nell’odierno sito nel centro del paesello nel 1722, come attesta una iscrizione sul portale.
Lo stile del sacro edificio è neoclassico, con facciata scandita da lesene doriche e timpano di chiusura. La torre campanaria dalla copertura alla napoletana interrompe la simmetria della fiancata settentrionale. L’interno è ad aula con un piccolo abside semicircolare caratterizzato da ampie vetrate istoriate.