... continua
... per rendersi conto delle tracce lasciate dal Conte. Narrano le cronache che egli nella folta boscaglia Silva arborelli edifica nel 1635, tra le caselle, una comoda casina dotata di un mulino, di un forno, di una beccheria. Nel lato est dell'edificio era annessa una chiesetta della quale non restano che poche memorie. All'interno sull'altare il Giangirolamo colloca l'anno successivo un dipinto (di autore ignoto) dei Santi Medici con al centro la Madonna di Loreto.
Ben si comprende la presenza della Madre di Dio se si pensa che gli Acquaviva, Duchi ab antico di Atri e fondatori di Giulianova, non lontani da Loreto, coltivano dolce amore per la Beata Vergine. Forse uno speciale miracolo spinge l'austero feudatario, undici anni prima, a dare al primogenito il nome Cosmo.
Il 27 settembre dell'anno 1636, esattamente 389 anni fa, il Conte organizza nella Silva una processione, cui fanno ala con torce gli armigeri e i pochi abitanti del posto, invitando, altresì nobildonne e gentiluomini del feudo.
Negli anni successivi, sempre in quel giorno, sia che fossero presenti gli Acquaviva o i loro amministratori, la loro casa padronale brulicava di persone devote dei luoghi circonvicini. Il culto viene gestito dalla nobile famiglia fino al 1665. Successivamente, nelle processioni per le vie del contado, il quadro dei villici sostituisce quello del Giangirolamo.
Da allora la festa dei nostri Santi Tutelari continua ad essere solennizzata, anno dopo anno, dal nostro clero ogni 27 settembre con straordinario concorso di fedeli e, secondo il fascino della tradizione, le processioni sono due e sempre più affollate.