Andrea di Giusto (Firenze, 1400 circa – 2 settembre 1450)

Pittore di modeste capacità, rapportato al periodo in cui visse, così come è riportato in quasi tutti gli scritti a lui indirizzati, è un personaggio che ha intrapreso, come altri suoi pari, una trafila lavorativa nella norma senza sbalzi ecltanti. Le prime notizie risalgono al 1420-1424, quando è ricordato come garzone della bottega di Bicci di Lorenzo.
Nel 1424 ricevette un pagamento come aiuto dello stesso maestro per la coloritura di terrecotte destinate alla chiesa di Sant'Egidio. Ha avuto sempre una certa venerazione nei riguardi dell'Angelico [302] tanto da ispirarsi gran parte della sua produzione successiva. In questo contesto rientra la raffigurazione dei santi Cosma e Damiano, arricchita, nella parte inferiore, da due piccoli riguardri rappresentanti il Miracolo della Gamba Nera e il martirio della decapitazione.
Nel 1437 è largamente condivisa tra gli studiosi una sua partecipazione nel completamento delle Storie della Vergine e di santo Stefano ad affresco della Cappella Bocchineri nel Duomo di Prato, lasciati incompiuti da Paolo Uccello, e segnatamente Il seppellimento di S. Stefano, Lo sposalizio della Vergine, e le figure de la Lapidazione di S. Stefano.
Negli anni quaranta dipinse poi una Madonna col Bambino e santi per la chiesa di San Michele a Mormiano, oggi in Sant'Alessandro a Incisa in Val d'Arno.
Al Museo di arte sacra di Montespertoli, è conservata la Madonna con Gesù Bambino (1440 - 1450 circa), proveniente dalls Chiesa di Santa Maria a Mensola.
Altre sue opere sono conservate alla Galleria dell'Accademia (Madonna con Bambino e Cristo in pietà, 1435 circa), al Museo Stibbert, a Careggi, a Copenaghen, al Louvre di Parigi, a Baltimora, a San Pietroburgo, a Montauban, ecc.