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ANTONIO CHIGA - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

titolo del sito del comitato feste patronali di Alberobello
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Centro Studi Internazionali Pierre Julien
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ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO

ANTONIO CHIGA

l Centro Studi Internazionale Pierre Julien è l'organismo creato dalla comunità dei fedeli della basilica dei Santi Medici di Alberobello per promuovere, con metodo scientifico, ricerche e studi su santi Cosma e Damiano.

Compito del Centro Studi è quello di creare una seria informazione di animatori di cultura sacra, destinati ad accogliere e ad esaudire la voglia di conoscenza soprattutto di coloro che si affacciano per la prima volta nel tempio di Dio e in particolare di chi vi mette piede per sempre. Non si dimentichi che periodicamente la chiesa è meta di pellegrini russi, guidati dai pope, che, dopo aver pregato, chiedono ed ottengono di baciare le sacre reliquie. Accogliere anche quei pellegrini significa far giungere lontano la voce di questi nostri luoghi.
Tra le funzioni il Centro Studi avrà il compito di promuovere le figure animatrici, di cercare forme di collaborazione esterna alla città e nel nome di Cosma e Damiano favorire nuovi pellegrinaggi; dunque, non semplice informazione, ma azioni di rinascita e di sviluppo della cultura agiografica confrontandosi con altri studiosi.
SOMMARIO


        ANTONIO CHIGA
         - Il culto dei santi Cosma e Damiano in un piccolo centro della Grecia salentina


Il culto dei Santi Medici a Zollino, in Provincia di Lecce, ha origini antiche; dalla lettura degli atti relativi alle Sante visite diocesane sappiamo che una chiesetta a Loro dedicata era presente in paese fin dal XVI secolo. In particolare, nella visita pastorale effettuata a Zollino il 1°febbraio 1540 da mons. Pietro Antonio De Capua, che era stato nominato pochi anni prima Arcivescovo di Otranto da papa Paolo III, si fa riferimento ad una cappella di nuova costruzione eretta da don Marco Stiso, su un terreno di sua proprietà, istituita sotto il titolo dei santi Cosma e Damiano, è affidata al patronato del fondatore e dei suoi successori ed eredi; don Marco (che era già in età avanzata) presentò in quell’occasione all’Autorità Vescovile il clerico Troiano Stiso (suo nipote) affinché fosse nominato cappellano della stessa.
L’edificio religioso era piccolo, di buona fattura e affrescato con varie immagini sacre. Marco era fratello del più noto magister Sergio Stiso, prete di rito greco e dotto umanista che, nel piccolo centro appartenente all’isola linguistica ellenofona salentina, aveva una rinomata scuola in cui insegnava la lingua d’Omero a personaggi che di lì a poco sarebbero diventati protagonisti del panorama politico e culturale del Sud Italia e uno scriptorium, ossia un centro per copiare rari manoscritti (persino Giano Lascaris, bibliotecario di Lorenzo de Medici, detto il Magnifico, nel 1491, gli commissionò alcune riproduzioni).
Marco e Sergio avevano ottenuto, nel 1521, un “privilegio” dall’imperatore Carlo V per i loro “servigi vantaggiosi e al massimo beneaccetti, prestati già da loro alla Serenissima nostra Casa d’Aragona”. Ritornando alla storia della cappella dei Santi anargiri possiamo dire che la stessa seguì le vicende della potente famiglia Stiso, rimanendo attiva, almeno, fino alla metà del 1600 con il patronato di Doroteo Stiso, arcidiacono di Zollino, discendente diretto del citato Marco e controversa figura,2 tra gli ultimissimi preti a professare il rito greco in paese, prima del passaggio al rito latino imposto dalla Chiesa di Roma. Nel 1735 la chiesetta risultava, invece, “sospesa” perché sprovvista di tutto il necessario.
      

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