antropologia
La dimensione del sacro nel culto dei Santi Medici
di
Angelo Panarese
Tra antropologia storica e senso del sacro
Il rapporto con Dio e con il sacro è parte fondamentale della storia del genere umano e anche della nostra piccola comunità, nata agli albori dei primi anni del Seicento, dove il culto dei S. Medici ci accompagna e ci protegge dalle origini fino ad oggi. La dimensione del sacro, racchiusa nella fede, nello spirito di carità e, infine, nel martirio dei Santi Medici, riflette la nostra struttura psichica profonda, ancestrale, proiezione della nostra identità di popolo. La figura del Cristo e della Vergine Maria riempie la vita spirituale di un popolo e, nel nostro caso, i santi martiri Cosmo e Damiano sono gli intercessori tra l’uomo e Dio, i quali con l’effusione del loro sangue hanno dato la suprema testimonianza della fede e della carità. In tal modo la storia religiosa legata al culto dei Santi Medici s’intreccia alla storia civile e politico-amministrativa della nostra città.
Religione e Politica sono parte integrante della nostra identità storica e il nostro cuore nel profondo batte all’unisono col senso del sacro, interpretato da questi “atleti” della fede. La storia della nostra comunità si può leggere anche attraverso lo spirito religioso, la “pietas” cristiana, il principio dell’apostolato e della comunione liturgica e il culto dei santi Cosma e Damiano. È una forma particolare di storia religiosa che s’interseca con la “storia dei costumi” di un popolo, con l’antropologia storica (301), come storia dei comportamenti, delle abitudini mentali, dei flussi di coscienza, assimilati e interiorizzati dalla società nel corso del tempo. Anche la storia della mentalità (302) di un popolo, sedimentata attraverso l’analisi delle “strutture mentali” e della “visione del mondo”, cristallizzata e stratificata nella coscienza psichica del fedele, immagazzinata e nascosta in una memoria collettiva profonda, saranno oggetto di questo studio. Ricerca del sottofondo di saggezza antica: non verità atemporale, bensì saggezza empirica che regola i legami sociali della collettività umana con la natura, con la vita, con la morte, con i Santi, con Dio e l’aldilà. In quest’ottica lo studio del culto dei Santi Medici è parte sostanziale della storia e dell’identità del popolo della Selva.