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Bartolomeo Ramenghi (Bagnacavallo,1484 – Bologna,1542) - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO

Bartolomeo Ramenghi (Bagnacavallo,1484 – Bologna,1542)

artolomeo Ramenghi, noto anche come Bartolommeo e detto Bagnacavallo dal luogo ove nacque, passò nella piccola città la sua prima giovinezza, occupato nello studio della pittura e delle armi. A Bologna egli studiò col Francia, ma attratto dalla fama di Raffaello, passò a Roma alla scuola di questo artista, rimanendovi sino al 1520. Da Roma tornò a Bologna, dove lavorò molto e con fortuna, e dove nell'agosto del 1542 morì.

Di gran parte dell'attività del B. non rimane ora più traccia. Restano nondimeno a Bologna varie opere del B. tanto nella pinacoteca, quanto nelle chiese.
Dal complesso di queste opere risulta che il B. non fu artista né eccezionale né uniforme, ma che pur raggiunse qualche volta grandiosità. Tra influssi ferraresi, bolognesi e romani, fu un vero eclettico; talvolta però la sua ammirazione per Raffaello lo portò non solo a imitare il maestro, ma a copiarlo addirittura, come nella infelice Trasfigurazione di San Michele in Bosco e nella Sacra Famiglia del Collegio di Spagna. Altre opere del B., oltre a quelle in Bologna, già rammentate, esistono in Italia e fuori d'Italia, come i disegni della galleria degli Uffizî a Firenze e i dipinti del museo di Berlino e del Louvre; ma va soprattutto ricordato il quadro del museo di Dresda con la Vergine e il Bambino Gesù sulle nuvole e i Ss. Gemignano, Pietro, Paolo, e Antonio da Padova in basso; e va considerato come l'opera migliore del B.; per contratto era stato commesso a Girolamo da Treviso.

Questo artista si é cimentato anche nella descrizione pittorica del Miracolo della Gamba Nera dei
santi Cosma e Damiano. La tela è’ ora posta quale Pala dell’Altare Maggiore nella nuova chiesa dei santi a Pegola.

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