Cesare Fracanzano (Bisceglie,1605 – Barletta,1651)
Controriforma [246]. A partire dalla fine del 1647, se non proprio dal 1648, Cesare è impegnato a Conversano dove sostituisce il napoletano Paolo Finoglio nella decorazione della chiesa dei Santi Cosma e Damiano. Con la presenza del Finoglio, Conversano diventa un ambiente intriso di quel «naturalismo napoletano di indirizzo luministico» di cui lo stesso Fracanzano si fa portavoce. Cesare è sovente impegnato in più commissioni e decide di farsi aiutare da altri pittori provenienti, per la maggior parte, dalla vicina Bitonto, dove si era formata la bottega tardomanierista di Alonso de Corduba. Cesare dopo aver conosciuto Carlo Rosa in Santa Maria della Sapienza a Napoli, vi lavora a Barletta per l’Adorazione dei pastori nella chiesa di Sant’Andrea, mentre a Nicola Gliri56 si deve la collaborazione per una Santa Lucia nella chiesa intitolata alla Santa siracusana di Barletta.
A Conversano questi pittori, a cui si aggiunge Francesco Antonio Altobello, trovano un luogo di espressione, completando, all’occorrenza, le parti lasciate incomplete dal Fracanzano; il Gliri e l’Altobello sono talmente vicini al maestro da rendere estremamente difficoltoso individuare le parti dipinte dagli uni o dall’altro. Così, vengono affrescati la controfacciata della chiesa con San Francesco d’Assisi e Santa Elisabetta d’Ungheria, alcuni Angeli che campeggiano nei sottarchi della cantoria e delle cappelle che si dispongono lungo i due lati dell’edificio sacro, Profeti, Figure allegoriche e altri Angeli negli estradossi fra gli archi delle stesse cappelle e, per finire, un’interessante serie di nove Profeti e sette Sibille nei sottarchi delle gallerie dei matronei individuabili da alcune iscrizioni, anche se alcune, a causa del cattivo stato di conservazione, sono andate perdute.