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cittadini - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

titolo del sito del comitato feste patronali di Alberobello
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ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO

cittadini

La dimensione del sacro nel culto dei Santi Medici
di
Angelo Panarese



Ma i cittadini del tempo nostro…
   
    Ma i cittadini del tempo nostro e con loro gli amministratori del Comune, osserva Morea, hanno voluto fare ben altro. È stata una voce concorde tra tutti loro che il fronte della chiesa dei Santi Cosmo e Damiano, e la chiesa stessa dal di dentro, dovessero essere ampliati e decorati in guisa da soddisfare il bisogno del sempre crescente numero degli abitanti e non contrastare con la ineleganza delle forme le belle palazzine che da alquanti anni in gran numero van sorgendo ed abbellendo il paese. Senonché le dispute furono vive ed acri, se cominciare dall’ampliamento e dalle decorazioni  di dentro, ovvero dall’abbellimento della prospettiva di fuori. Vinse quest’ultimo partito (21).

    Il Consiglio Comunale, sindaco il cav. dott. Nicola Agrusti, nella seduta del 15 novembre del 1881 deliberò per quest’opera la prima volta la somma di 16.000 lire che successivamente raggiunsero la spesa di 32.700 lire. L’opera fu affidata al valente architetto Antonio Curri, sicuri che l’avrebbe portata a termine con l’amore del cittadino e dell’artista. Il 12 novembre del 1882 fu benedetta e posta la prima pietra. Giammai una cerimonia così solenne e piena di significato storico era stata fatta nel nostro piccolo Comune. Il clero nella sua totalità, il Sindaco, la Giunta, tutti i notabili e tutto il popolo riunito, erano lì in segno di giubilo e di gioia. A suggellare la storicità di quell’evento si volle stendere in pergamena un verbale in doppia copia, sottoscritto dalle autorità religiose e civili, insieme ad alcune medaglie d’argento raffiguranti il papa Leone XIII e del re Umberto I e, chiusa dentro una lamina ovale su cui era inciso: D.O.M. In Honorem SS. Martyrum Cosmae et Damiani Dicatum. Die XII Novem. A. 1882.



Dopo tre anni d’intenso e duro lavoro, la facciata della Chiesa era bella e finita. Opera d’arte, di stile neoclassico, con un’ampia scalinata d’ingresso. Le colonne, i capitelli, gli attici, le decorazioni, le nicchie, le statue, sono tutte molto belle. Due alti campanili sono posti ai lati, che faranno ala, quandochessia, alla cupola più alta e maestosa che sorgerà nel mezzo.
Una cupola che ancora aspetta di essere realizzata, tra terra e cielo, che avvicinerà l’uomo a Dio e al senso di eternità e di luce che pervade l’animo dell’uomo. Così termina il bello e profondo libro composto dal Nostro Domenico Morea, in onore del culto dei santi Cosma e Damiano.

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