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Cola dell'Amatrice (Nicola Filotesio ((Amatrice, 9 settembre 1480 o 1489 – Ascoli Piceno, 31 agosto 1547 o 1559) - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO

Cola dell'Amatrice (Nicola Filotesio ((Amatrice, 9 settembre 1480 o 1489 – Ascoli Piceno, 31 agosto 1547 o 1559)

l primo documento sul Filotesio risale al 25 nov. 1508, quando è citato l'"Egregio viro magistro Cola Petri Gentilis de Amatrice" come testimone in un atto stipulato nell'abbazia di Farfa (Archivio abbaziale, pergamena n. 80; ritrovato da T. Leggio: comunicazione orale). Questo inedito dato sembra confermare la datazione della nascita del F. almeno intorno al 1480, tanto più che da un documento ascolano del 1517 si sa che già fin dal 1505 egli aveva alle sue dipendenze un tal Alessandro di Marcello "de Farra". Poiché talvolta il F. è citato nei documenti con il cognome latinizzato "de Filactischis" ed egli stesso si firma "De Philectistis" nella tavola di Folignano, si è ipotizzata una origine della sua famiglia dal piccolo centro di Filetta nei pressi di Amatrice, nell'odierna provincia di Rieti. Il 9 sett. 1509 il F. si impegnava con i sindaci della chiesa di S. Bartolomeo alle Piagge (presso Ascoli Piceno) a terminare il polittico, raffigurante la Madonna con il Bambino e santi, iniziato nel 1508 da Paolo di Gerolamo Brochi da Imola, alla cui mano probabilmente si deve assegnare il S. Bartolomeo. L'opera denota l'adeguamento dell'arte del F. a certi canoni iconografici e stilistici della pittura crivellesca e alemannesca in auge nell'Ascolano.

Il 22 apr. 1546 il Filotesio era di nuovo, dopo un decennio, ad Ascoli Piceno per stipulare il contratto per l'esecuzione della pala di S. Damiano a Mozzano, lasciata incompiuta nel 1536.

Il 20 ag. 1547 il Consiglio dei cento di Ascoli Piceno decise che il portale del palazzo del Popolo venisse eseguito secondo il progetto del Filotesio, che tuttavia, per motivi non conosciuti, non lo fornì ai maestri lombardi incaricati della costruzione. Dopo questa data non si hanno più notizie dei Filotesio.

Il recente ritrovamento del taccuino conservato nella Biblioteca comunale di Fermo offre la possibilità di conoscere meglio la sua personalità. Molti sono i disegni andati perduti, ventinove sono i fogli superstiti, tutti di carta di vario tipo; ci sono schizzi da Raffaello, Leonardo e da Luca Pacioli. Sono presenti disegni architettonici e ricette relative ai colori, alle vernici ed alla tintura dei panni. Vi si leggono appunti del Filotesio sulla iconografia delle Sibille, dei pianeti e di alcuni episodi dell'Antico Testamento da porre in relazione alla Passione di Cristo. Non mancano indicazioni terapeutiche, a metà tra magia e superstizione, versi poetici, massime e proverbi a sfondo morale.

A Mozzano troviamo la grande pala di Cola dell’Amatrice, dedicata alla Madonna dell’Arco e raffigura la Vergine con il bambino, assisa sopra un arco contornata da una schiera di angeli. Ai suoi piedi San Michele fa da centro alla scena, alla sua sinistra è inginocchiato uno dei due Santi Medici che tiene nella mano destra un libro e nella sinistra una matula, al lato opposto l’altro fratello genuflesso è munito di un bastoncello in una mano e nell’altra regge una scatola porta medicine. Il retablo consta di cinque riquadri alla destra e cinque riquadri sulla sinistra, mentre sei sono posti nel lato superiore e illustrano i momenti della vita e del martirio dei due Santi.



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