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Enrico Reffo Torino, 31 luglio 1831 – Torino, 16 luglio 1917 - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO

Enrico Reffo Torino, 31 luglio 1831 – Torino, 16 luglio 1917

nrico Reffo (Torino, 31 luglio 1831 Torino, 16 luglio 1917) nasce da una famiglia di origine valsesiana. Inizia gli studi elementari al Collegio del Carmine dei Gesuiti di Torino e  successivamente per volontà del padre viene impiegato come apprendista in una  bottega di oreficeria dove impara il mestiere di sbalzatore e di gioielliere. Nel  1853, ottenuto dal padre il consenso, si iscrive all'Accademia Albertina di cui  frequenta in prevalenza i corsi serali per poter continuare il mestiere di orafo.  E' allievo di Alessandro Antonelli, di cui segue i corsi di architettura e di prospettiva, della scuola elementare di disegno tenuta da Michele Cusa, da cui eredita  l'atteggiamento purista che continua il legame con il neoclassicismo del conterraneo Giuseppe Mazzola, e del sardo Giovanni Marghinotti, titolare della cattedra  di disegno superiore.
Nella Chiesa di San Dalmazzo, in via Garibaldi a Torino, ha curato, con la collaborazione dei suoi allievi, tutta la decorazione murale interna (1895-1916); tra queste opere segnaliamo un affresco dei Santi Medici.

In seguito alla nomina dei nuovi professori dell'Albertina, scelti da Ferdinando di Breme tra gli artisti che avevano riscosso maggior successo alla Società Pro motrice di Belle Arti di Torino, Enrico Reffo è anche allievo di Gaetano Ferri.  L'ideale accademico della seconda metà dell'800 rappresentato dalla produzione  figurativa di questo artista e dei suoi colleghi dell' Albertina Enrico Gamba e Andrea Gastaldi è una componente importante nella formazione del Reffo, che con divide con questi maestri la convinzione del ruolo educativo della pittura impegnata in tematiche civili e morali, a cui corrisponde una solida pratica accademica  di disegno, di robusto chiaroscuro di naturalezza delle figure.  Reffo termina gli studi accademici vincendo, secondo quanto afferma il Bianchetti, il primo premio del concorso annuale con un disegno rappresentante «Sansone che gira la macina» oggi perduto.
Negli anni seguenti, a cominciare dal 1857 , la sua presenza è registrata dai cataloghi delle mostre annuali della Promotrice  a cui partecipa con un orientamento deciso verso la pittura di soggetto sacro.

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