Gerard Seghers (Anversa, 1591 – Anversa, 1651)
Joachim von Sandrart, allievo di Gerrit van Honthorst a Utrecht, coniò l'espressione "genere alla Manfredi" ("Manfrediana Methodus"), intendendo l'utilizzo dei caratteristici contrasti di luci ed ombre [214]. Infatti Seghers, come molti altri pittori dell'epoca, espresse una pittura fortemente caratterizzata dall'uso di un'illuminazione drammatica e dal forte chiaroscuro. Uno dei suoi più noti dipinti di questo periodo è Giuditta con la testa di Oloferne, ora conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Antica di Roma. Lo stile caravaggesco continuò per molto tempo a caratterizzare il suo lavoro anche dopo il suo ritorno nelle Fiandre.
Solo dopo il 1630, la sua tavolozza diventò considerevolmente più vivace e luminosa, e l'artista attenuò gli effetti violenti del suo caravaggismo con forme più morbide e pacate. Tutto ciò sotto la probabile nuova influenza del pittore fiammingo in maggior voga all'epoca, Peter Paul Rubens [214], novella tendenza che si può apprezzare in dipinti come L'adorazione dei Magi del 1630, nella Chiesa di Nostra Signora di Bruges.
Anche la tela che Vi presentiamo in questa pagina, di proprietà privata, e che rappresenta i santi Cosma e Damiano in piena attività professionale, manifesta l'influenzza caravaggesca dei chiari scuri.