
ipote del pittore genovese Pietro Paolo Raggi, che nella maturità si era stabilito a Bergamo dedicandosi soprattutto ai soggetti sacri, fu allievo di Fra Galgario, dal quale
apprese l’arte del ritratto. Dopo aver conosciuto il Tiepolo, impegnato a Bergamo nell’esecuzione degli affreschi della Cappella Colleoni, lo raggiunse a Venezia ottenendo di aiutarlo nella bottega e diventandone allievo. Dopo otto anni si trasferì a Verona al seguito del conte Vincenzo Barzizza ed ebbe modo di eseguire molti ritratti; altri gliene furono richiesti durante un suo soggiorno a Mantova. A Verona il Raggi dipinse anche pale d’altare, scene storiche ed episodi della “Gerusalemme Liberata”. La conoscenza di Giambettino Cignaroli indusse il Raggi a distaccarsi a poco a poco dalla lezione tiepolesca e ad assumere una sua identità che tenne conto anche delle conquiste di altri maestri della pittura veneta. Ritornato nel 1757 a Bergamo, sostenne un ruolo autorevole nel panorama artistico della città, godette di particolare considerazione e dipinse tele di buona fattura distinguendosi nei soggetti religiosi ed