Giuseppe Bottazzo (Diso,1821 - Lecce,1890)

Buttazzo dedicò il suo tempo anche all’impegno sociale; egli, infatti, è annoverato come sindaco di Diso dal 1859 al 1861 e rivestì la carica di Priore della Confraternita dell’Immacolata. La famiglia del Buttazzo fu allietata anche dalla nascita di Giovannina Beatrix e di Maria Aurora Anna e dalla nascita del figlio Filippo Giacomo (1867-1942). Quest’ultimo, in seguito, divenne uno dei più importanti biologi del mondo e il più illustre figlio di Diso. Giuseppe Buttazzo lasciò la vita terrena il 12 novembre 1890 a Lecce e le spoglie mortali riposano nella tomba di famiglia nel piccolo cimitero di Diso.
Presso la Villa Bottazzi, sulla provinciale per Ortelle,
si trova la chiesetta dedicata a Santa Maria ad Nives, ancora oggi di proprietà della stessa famiglia Bottazzi. In questa chiesetta, qualche anno dopo la morte dell’artista, accadde un fatto certamente imprevedibile, documentato il 16 luglio 1931, in occasione dell’inizio dei processi informativi sulle virtù eroiche di Giuseppe Moscati, che si tenne presso la curia di Napoli. Filippo Bottazzi fu testimone di un evento prodigioso legato proprio alla presenza del Santo nella sua dimora. Bottazzi attestò in quella circostanza, che, venuto a conoscenza del viaggio di Moscati a Lecce, lo invitò a fermarsi nella sua villa di Diso. Il Santo accettò l’invito dell’amico e vi rimase due giorni. Il medico salentino, conoscendo le abitudini dell’amico, durante la prima mattina della sua permanenza, fece celebrare dal parroco la Messa nella cappellina annessa alla sua casa, però si dimenticò di avvertirlo di tornare il giorno seguente. «Ma egli rimediò in modo assai semplice. La mattina seguente, all’insaputa di tutti si levò di buon’ora e andò da solo a Diso, ad ascoltare la prima Messa che un Sacerdote celebra per i contadini che si recano in campagna. Tutti ne rimanemmo stupiti […]» (F. Bottazzi).
si trova la chiesetta dedicata a Santa Maria ad Nives, ancora oggi di proprietà della stessa famiglia Bottazzi. In questa chiesetta, qualche anno dopo la morte dell’artista, accadde un fatto certamente imprevedibile, documentato il 16 luglio 1931, in occasione dell’inizio dei processi informativi sulle virtù eroiche di Giuseppe Moscati, che si tenne presso la curia di Napoli. Filippo Bottazzi fu testimone di un evento prodigioso legato proprio alla presenza del Santo nella sua dimora. Bottazzi attestò in quella circostanza, che, venuto a conoscenza del viaggio di Moscati a Lecce, lo invitò a fermarsi nella sua villa di Diso. Il Santo accettò l’invito dell’amico e vi rimase due giorni. Il medico salentino, conoscendo le abitudini dell’amico, durante la prima mattina della sua permanenza, fece celebrare dal parroco la Messa nella cappellina annessa alla sua casa, però si dimenticò di avvertirlo di tornare il giorno seguente. «Ma egli rimediò in modo assai semplice. La mattina seguente, all’insaputa di tutti si levò di buon’ora e andò da solo a Diso, ad ascoltare la prima Messa che un Sacerdote celebra per i contadini che si recano in campagna. Tutti ne rimanemmo stupiti […]» (F. Bottazzi).Interessante appare il rapporto di amicizia e di stima che Filippo Bottazzi tenne con Giuseppe Moscati; egli, infatti, conobbe il futuro santo nel 1905, e nel 1923 lo condusse con lui ad un Congresso che tenne ad Edimburgo. Filippo Bottazzi ha, poi, scritto di lui: «Profondamente religioso, sincero credente e assiduo praticante, non fece mai ostentazione dei propri sentimenti, ma non tralasciò mai di curare, insieme ai corpi, anche e innanzi tutto le anime, e di avviarle verso quella luce che per singolare grazia divina a lui sfolgorava, da abissi per noi impenetrabili […]». Filippo Giacomo Buttazzo cambiò il cognome paterno in Bottazzi con Decreto Reale del 31 dicembre 1928 (Registro nascite n° 1, P. II, 1929, Archivio Comunale di Diso).