I Santi Medici nell'Arte
All’alba del Rinascimento i Medici di Firenze, con Cosimo il Vecchio (1389-1455), elessero i santi Cosma e Damiano a protettori della loro famiglia, favorendo la diffusione del culto dei Santi Medici.
Gli artisti operarono sotto il mecenatismo dei signori di Firenze e si sentirono in dovere di raffigurare nelle loro composizioni i santi Cosma e Damiano. Altri ne subirono l’influsso e la moda, Filippo Lippi, Sandro Botticelli, Lorenzo di Bicci, Taddeo Gaddi, Ridolfo del Ghirlandaio, Donatello, Giambattista Tinti, Sano di Pietro, Roger Van der Weyden. Poi Cellini, Tiziano, Tintoretto, Salvator Rosa,... Di particolare interesse, anche per la varietà degli episodi illustrati, risultano i dipinti del Beato Angelico (1376-1455), nel convento di San Marco a Firenze.
I Santi Medici sono raffigurati nell’iconografia dei luoghi di culto, nelle miniature, sulle monete, nei sigilli, negli stendardi, nell’araldica medica e degli speziali, nelle testate dei diplomi universitari. Rientrano spesso nell’espressione artistica i reliquiari: in legno scolpito, in argento, in oro, con gemme preziose. Ricordiamo i bracci in legno dorato nella Basilica dei santi Cosma e Damiano a Roma; il reliquiario di Kaufbeuren che rappresenta un’officina di spezieria; il reliquiario nella chiesa di San Michele a Monaco con porticine dipinte e con l’effigie dei due Santi; lo scrigno nel tesoro di Nostra Signora di Cracovia, dove sono incisi sedici episodi sulla vita e i miracoli dei Santi Medici.
Non si può ignorare la variegata statuaria, piú di indole popolare che artistica, la quale offre alla devozione l’immagine dei due Santi, ritratti a fantasia, con abbigliamento esotico e colori differenziati, spesso adorni di ricchissimi doni.
Anche alcuni ex voto (cuori argentati, quadri, pezzi anatomici) possono assumere valenze artistiche, almeno in quanto esprimono forti emozioni, sentimenti di viva gratitudine e nuove speranze.
La raffigurazione artisticamente piú alta dei Santi Medici Martiri e la loro piú degna glorificazione rimane sempre il monumentale mosaico nel catino absidale della Basilica dei santi Cosma e Damiano in via Sacra, a Roma, eseguito negli anni 526-530, tuttora ammirato da devoti e turisti.