Il miracolo alla Nobildonna Palladia
Quando i farmaci provati risultarono impotenti e i dottori dichiararono che ella non poteva essere liberata senza un miracolo, cercò in Dio il sostegno e il Signore ricolmò di amore cristiano il suo cuore e la mise sulla strada di Cosma e di Damiano. I due giovani si premurarono, appena appresero la sua sofferenza, di farle riacquistare la salute. Cosa avrebbe potuto dare in cambio se non possedeva nulla? Pensò di regalare loro tre uova, ma essi non le accettarono, rispettavano un patto: non prendere mai alcun compenso. La giovane donna rincorse Damiano che si manteneva distante dal fratello che lo precedeva. Alla fine, dapprima respinte, poi insistentemente ripresentate, Damiano le accolse e riferì l'accaduto. Il fratello andò su tutte le furie; irato, gli gridò la sua disapprovazione e non volle che lo seguisse più, anzi giurò che se mai sarebbero morti insieme non avrebbe gradita la sua vicinanza.
Il dissapore non si placò e quando entrambi vennero decapitati, gli astanti pensarono bene di non seppellirli vicini, conoscendo la volontà di Cosma; ma miracolo dei miracoli, intervenne un cammello che, parlando, li invitò a non tener conto del disappunto ch'era sorto. Il cammello parlante, che era stato precedentemente guarito, sciolse l'abiura.