Lentella
entella è un comune italiano di 646 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Medio Vastese, ci sono due chiese: una, quella parrocchiale, costruita nel 1500 circa, è dedicata a Santa Maria Assunta, l’altra, costruita alla fine del 1700, è dedicata a Santi Patroni Cosma e Damiano, protettori dei medici. Quest’ultima, attualmente inagibile per i danni riportati nel terremoto del 2002 di San Giuliano di Puglia, si trova nella piazza principale del paese di fronte al Municipio: forse casuale, ma comunque significativa la ubicazione urbanistica di entrambi gli edifici che si “guardano” e che sono delimitano l’agorà, la piazza del paese, dove si svolgono feste civili e religiose.
Il culto per i due Santi medici inizia per i lentellesi nel 1790, ogni anno il 27 settembre i Santi Medici vengono festeggiati con particolare solennità, non solo dai lentellesi ma anche da forestieri dei paesi vicini, con messa solenne, preghiere e processione per il paese. Tale solenne festività arricchita da spettacoli musicali e altre manifestazioni ricreative.
L’origine di tali festicciole si perde nella notte dei tempi e queste poche notizie che qui vengono esposte, non hanno nessuna pretesa di veridicità e ufficialità, ma sono il frutto di ricordi che spontaneamente vengono trasmessi di generazione in generazione e che vengono gelosamente custodite, quale patrimonio collettivo nel cuore dei nostri concittadini.
Si racconta, dunque, che Lentella, paese essenzialmente agricolo, fosse particolarmente rinomato nell’allevamento dei suini e nella fabbricazione e conservazione di salumi di eccezionale qualità. La fama di queste qualità si sparse ovunque, fino ad arrivare nelle Puglie da dove, per anni, e proprio a febbraio, venivano briganti numerosi a saccheggiare e a fare bottino. Il popolo lentellese, stanco di subire, decise di reagire per porre rimedio a tale situazione. Ma cosa fare? Ci fu chi consigliò di armarsi, chi di incutere spavento ai briganti col tendere loro agguati, chi di opporsi loro decisamente. Alla fine prevalse la decisione di farsi incontro ai briganti, portando in processione i santi Cosimo e Damiano. Il popolo attese con decisione, ma con grande fede nei Santi, l’arrivo dei banditi. Quando finalmente fu avvistato l’arrivo dei briganti le campane cominciarono a suonare a distesa e il popolo, con le statue dei Santi Protettori, si avviò verso la fine del paese per impedire agli invasori l’ingresso. Sempre stando ai ricordi, si dice che ci sia stata una sparatoria e che un brigante sia rimasto ucciso.
Successivamente corse voce che, tra la folla, i Santi Medici, in divisa da ufficiali, abbiano messo in fuga i briganti, che impauriti da tale presenza, improvvisamente fuggirono, lasciando finalmente libera Lentella.
Il saccheggio non si ripeté più e, da quell’anno, ininterrottamente si celebra la festa il 25 febbraio, come ringraziamento ai Santi per la grazia ricevuta. C’è, però, anche un altro episodio particolare che contribuì a consolidare l’istituzione di tale festa. Questo episodio risale a circa 65 anni fa, allorché un contadino, un certo Di Ienno Giuseppe, che abitava in campagna in una casa di vecchia costruzione, si trovò coinvolto in un autentico diluvio che durò per tre giorni. Pioggia e vento premevano con grandissima violenza sulle fragili mura della casa e il Di Ienno dovette vegliare giorno e notte per tentare di controllare la furia degli eventi atmosferici. Alla fine, stanco, si addormentò. Come poi ebbe modo di raccontare, in sogno gli apparvero i Santi che gli dissero di uscire perché la casa stava per crollare. Svegliatosi, fece appena in tempo a mettere in salvo se stesso e la famiglia che la casa poco dopo crollò. Per tale motivo il Di Ienno sostenne che per molti anni le spese per l’organizzazione della festa del 25 febbraio.
L’istituzione della seconda festa, il 29 aprile, è fatta risalire all’ultimo decennio del 1800, allorché Lentella fu colpita da una terribile siccità. Per quattro mesi non cadde una sola goccia di acqua, le campagne ingiallirono e i contadini cominciarono a nutrire sconforto e preoccupazione per la coltura del grano, che rischiava di essere compromesso. Fu allora che la parte del popolo più colpita dagli effetti di tale siccità cominciò a manifestare l’intenzione di portare in processione i santi Cosma e Damiano sul colle vicino da dove, con un colpo d’occhio, si poteva osservare l’intero agro di Lentella e lì implorare la grazia per una benefica pioggia. Nonostante la scetticismo dei notabili e di una parte degli abitanti del paese, i promotori che erano i più, riuscirono nell’iniziativa. La processione si fece e con grande partecipazione.
Il popolo in processione raggiunse il colle dove, con fede e devozione, tutti pregarono in ginocchio. Terminate le preghiere, si intraprese la via del ritorno; tutti erano commossi e con le lacrime agli occhi. Improvvisamente tutti si volsero verso il nord del paese da dove si vedeva avanzare un intenso annuvolamento. Prima che la processione potesse rientrare in chiesa pioveva a dirotto. La pioggia continuò a lungo, le coltivazioni agricole furono salve e quell’anno il raccolto fu particolarmente abbondante. Fu in quell’occasione che sul colle venne piantata una croce tuttora esistente e recentemente rinnovata.
L’eco di questo fatto straordinario rapidamente si diffuse nei paesi vicini e suscitò fervore presso tutti, in particolare verso San Salvo, distante da Lentella circa 10 km. Tra i due paesi, in quel periodo, si venne a instaurare una specie di gemellaggio, a tal punto che il 28 aprile di ogni anno, giorno della festa di san Vitale, patrono di San Salvo, il popolo di Lentella si recava in processione a San Salvo, con le statue dei Santi Cosma e Damiano, accolte con grande devozione e solennità e con lo scambio delle stole da parte dei rispettivi parroci, in un abbraccio fraterno. Lentella avveniva in serata, con uguale solennità e devozione religiosa. Il giorno dopo, 29 aprile, la comunità di San Salvo contraccambiava la visita.
Tale usanza rimase in vigore per diversi decenni. L’evoluzione dei tempi e i mutamenti sociali e culturali hanno fatto sì che questa specie di gemellaggio perdesse il suo primitivo motivo e avesse fine. Rimane però ancora il ricordo di tutto ciò nel cuore di molti sansalvesi e lentellesi.
Questo fatto straordinario, oltre ad aumentare ancora di più la fede e la devozione per i Santi, fece nascere l’idea di costruire una chiesa in onore dei Santi Cosma e Damiano.
L’idea fu accolta con entusiasmo da tutti. All’unanimità fu scelto il luogo dove erigerla, il luogo dove prendere le pietre; fu decisa la manodopera e stabiliti i mezzi di trasporto in rapporto alle proprie capacità e possibilità: chi trasportava pietre col carro trainato da buoi, chi a dorso di mulo o asino e, chi non possedeva niente (e così anche le donne), portava una pietra alla volta sulla testa (la distanza dalla cava era di circa 3 km) Chi faceva il muratore offriva volentieri la sua opera, e così pure gli scalpellini che intagliavano e squadravano le pietre, fino ai semplici manovali. Non si può, a questo punto, non sottolineare con commozione e ammirazione, la fede intensa e forte dei nostri padri , la loro fermezza di propositi nel realizzare una tale opera e il loro coraggio di rinunciare a qualcosa di proprio, onde contribuire a dare ai Santi protettori una degna Casa; tutto ciò (non solo la Cappella dei Santi Cosma e Diamano) è il patrimonio lasciato in eredità al popolo di Lentella dai loro padri.
La terza festa dei Santi medici Cosma e Damiano viene celebrata il 26 luglio. La sua istituzione risale a circa la metà del 1800, quando ci fù una terribile epidemia di colera. Lentella allora ebbe una ventina di morti nel giro di pochi giorni. La situazione era allarmante e il morale dei cittadini era a terra; molta era la tristezza che regnava sui loro volti, ma forte era anche la speranza. Come in altre circostanze il popolo ricorse con fiducia e fede ai Santi Protettori, fece una processione per le strade del paese e chiese con fede l’aiuto e la grazia ai Santi. Il furore del morbo si placò e non ci furono più morti, di qui la decisione di celebrare questo evento miracoloso con una festa. A questa festa, a partire dal ’90, anno del bicentenario dell’edificazione della chiesa, è stata abbinata la Giornata dell’ammalato, organizzata dalla comunità parrocchiale insieme all’Unitalsi di Vasto. In questo periodo giungono a Lentella, dai paesi vicini, molti ammalati e disabili. Vengono in tanti per chiedere ai Santi Cosma e Damiano, i Santi Medici, protezione e conforto per le loro sofferenze. Lentella li ha accoglie con amore, gioia e rispetto. La generosità di tanti provvede largamente a tutto l’occorrente affinché questi nostri fratelli e sorelle trascorrano una giornata serena e tranquilla, circondati da tanto amore. Queste feste, a partire dal 1994, vengono celebrate l’ultima domenica dei mesi di febbraio, aprile e luglio.
Particolarmente sentita è la festa del 27 settembre, in cui ricorre la morte dei Santi Cosma e Damiano. La festa viene celebrata con grande solennità fin dai tempi antichi. Numerosi sono i devoti dei Santi che vengono da altri paesi, una volta a dorso di mulo e asini e, magari, viaggiando di notte; essi si accampavano nelle campagne vicine e la mattina della festa si recavano a gruppi in chiesa cantando inni religiosi. L’accoglienza dei cittadini di Lentella è stata verso di loro sempre calorosa e cordiale, e, quando ancora non c’era l’acquedotto, si andava a prendere l’acqua a una sorgente lontana cinque chilometri, per alleviare ai pellegrini la loro arsura. Per tradizione, nella mattinata del 27, prima della messa solenne, c’è la sfilata delle conche in costume abruzzese e dei trattori agricoli che, addobbati coi frutti di stagione, fiori e verde, portano i frutti della terra quale contributo dei cittadini alle spese per la realizzazione della festa. La sfilata avviene per le strade del paese e si conclude in piazza davanti alla Cappella dei santi e, in una commozione indescrivibile, c’è la benedizione generale. Verso le 11.30 c’è la messa solenne concelebrata sempre da più sacerdoti; segue poi la solenne processione per le vie del paese. La festa del 27 settembre è molto seguita tra i paesi vicini e il popolo di Lentella ne è giustamente fiero. Alla riuscita della festa, nella quale non mancano mai le bande, le orchestre, spettacoli popolari e folkloristici e fuochi artificiali, contribuiscono generosamente tutti, non solo i lentellesi, ma anche i forestieri.
In conclusione, tutto ciò non deve stupire: il fascino di questi due grandi Santi della Chiesa, Cosma e Damiano, è stato sempre grande e ha contribuito a rendere salda la fede nel cuore dei lentellesi, che li hanno sentiti sempre come loro protettori e dai quali hanno avuto sempre copiose grazie.