Lino Piccoli (Montagnana,1926-Alberobello,2010)
L’attività artistica di Lino Piccoli inizia nel 1962 con una serie di esposizioni da Venezia a Roma, da Milano a Napoli, da Montagnana a Parigi, da Montreal (Canada) a Padova, da Verona a Siena, da Haifa (Israele) a Lagos (Nigeria), da Mosca a Città del Messico. Nel 1972 approda ad Alberobello. Rimane affascinato dai vividi colori pugliesi e sconcertato dal degrado in cui versano i trulli. Nel 1973 gli viene affidato l’incarico di realizzare un manifesto per avvicinare Alberobello a Venezia, afflitta dallo stesso problema di salvaguardia del patrimonio storico-artistico. In occasione della mostra “Un patrimonio da salvare: i trulli di Alberobello” allestita nella Sala “S. Basso” in Piazza San Marco a venezia con il patrocinio della Regione Puglia, del Comune di Alberobello, dell’Assessorato alle Belle Arti e dell’Azienda Autonoma e Soggiorno e Turismo di Venezia, realizza una cartella di sei litografie con l’accostamento di frammenti e particolari delle due civiltà. Il saggio introduttivo è del prof. Guido Perocco, direttore del Museo d’Arte Moderna “Cà Pesaro” di Venezia. Nel 1997 realizza, per Alberobello sia per l’ingresso nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO sia per il 200° anniversario dell’affrancamento feudale della stessa Alberobello, due opere che racchiudono in sintesi le testimonianze degli avvenimenti tra leggenda e realtà.
Anche Lino Piccoli si é cimentato nel raffigurare i Santi Medici, e lo ha fatto a par Suo con quello stile inconfondile che solo Lui era capace. La sua opera é stata fatta propria dal Comitato Feste Patronali ed é stata donata, a fine festa, a tutti i cavalieri.