Mamoiada
amoiada si trova nella parte più interna della Barbagia di Ollolai, in un territorio in cui sgorgano e scorrono numerosi corsi d'acqua, attraverso terreni in buona parte adibiti alla coltura o al pascolo. La presenza di queste risorse ambientali ha attratto insediamenti umani fin dal neolitico e pre-neolitico, con una varietà di tracce archeologiche e antropologiche significative (dalla pietra votiva, al nuraghe, fino a menhir e dolmen). Altri lasciti architettonici di epoche successive sono rappresentati soprattutto dalle chiese. La chiesa di Loreto, con una cupola ricca di affreschi, fu costruita probabilmente intorno al 1600. Il santuario dei santi Cosma e Damiano, che ricalca una struttura molto più antica, si trova a 5 km dal centro abitato sull'altipiano di Marghine, a fianco della strada che porta a Gavoi. Il santuario è circondato da una cinquantina di casette per i pellegrini (umbissìas).
Cosma e Damiano sono sempre stati considerati protettori dei medici e tale credenza deriva dal fatto che furono Santi “anàrgiri”, perché esercitavano la medicina gratuitamente. I loro nomi furono accolti definitivamente nel canone della Messa e la festa celebrata il 26 Settembre (dopo la riforma del calendario liturgico che li festeggiava il 27).
La festa dei Santi Cosma e Damiano rappresenta, per il paese di Mamoiada, la fine dell’annata agraria ma il motivo principale della loro venerazione è dovuto al fatto che, essendo i due fratelli uniti nella professione medica e nei meriti, a loro s’invocano e pregano i credenti per la guarigione da tutti i mali: …sos nostros males sanade, Santu Cosomo e Damianu, recita il ritornello del canto in loro preghiera (guarite i nostri mali santi Cosimo e Damiano).
La festa si svolge nell’omonimo Santuario campestre, a 6 Km. dal paese, che è meta di numerosi pellegrini nel periodo estivo, dove è possibile soggiornare nei caratteristici locali detti hùmbessias che circondano la chiesa. Queste “stanze” (ognuna con ingresso indipendente) sono oltre 50, chiunque può far richiesta al priore per averne una da utilizzare nei mesi appositi per trascorrere un periodo di vacanza. Solo un paio sono private, una di esse è riservata al sacerdote di turno.