Monopoli
Un culto antico e intimamente vissuto è quello che lega la gente ai Santi Medici Cosma e Damiano. La fede si unisce alla devozione e alla pietà popolare. A Monopoli, sono due le processioni, quella del sabato mattina e quella della domenica sera, con la gente, i confratelli, i sacerdoti.
La chiesa che accoglie San Cosma e San Damiano, a Monopoli, è quella di San Domenico eretta nel 1560, voluta e costruita dai domenicani. Elegante, sontuosa e raffinata, la facciata. Cornici, decorazioni, sculture ed anche il rosone, tra i più virtuosi e raffinati della terra di Puglia con i suoi 21 raggi che sembrano un traforo.
Gli altari mostrano tutto il pregio aristocratico del barocco salentino: colonne tortili, rilievi, sculture che sembrano aver trasformato la natura in tufo.
I dipinti sono dappertutto, anche sul soffitto, mentre il coro è in legno, fine lavoro di intarsio e precisione. Da ammirare la cappella della Madonna del Rosario: un unicum di pace e silenzio nella chiesa e santuario dei Santi Medici.
La processione prosegue il suo cammino tra preghiere e rosari, e lungo incedere di fedeli, donne soprattutto, e grossi ceri. Ognuno ha un voto da sciogliere; un desiderio da chiedere; un bisogno da esaudire. La gente è tanta; lo stendardo rosso dei Santi Medici, con i due paggetti, introduce la fila delle donne particolarmente devote a San Cosma e Damiano. Donne in nero, con il cordone rosso e il medaglione al collo; a volte anche i piedi scalzi, e poi i ceri accesi. È il momento del sacrificio; è il momento della prova per attestare la propria fede e la propria riconoscenza ai Santi che hanno guarito nella malattia, hanno aiutato nel bisogno, sono stati al fianco della gente.
Il cero rappresenta la grazia ricevuta; il cero rappresenta l’offerta; il cero rappresenta il sacrificio; il cero rappresenta l’essere presenti in questo forte momento di partecipazione collettiva. Ognuno ha qualcosa da chiedere; ognuno spera in un qualcosa, in una grazia, da ricevere.