Monselice
n provincia di Padova nel comune di Monselice, il paese di San Cosma ha la chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Medici. In un documento del 1213 si parla de terra de Sancto Cosma. Prendeva il nome dall’ecclesia Cosma et Damiani de Montesilice elencata nell’ultima cartula datia dell’episcopato padovano del 1221, con la datia di 5 soldi, ossia i soldi che si dovevano versare al vescovo secondo le rationes decimarum. Si parla di hora sancti Gusme in un atto di vendita del 1298, e, nel 1498, durante la visita pastorale del vescovo Barozzi si legge: visitavit ecclesiam campestrem sanctorum Cosme et Damiani... in loco qui corrupto vocabolo dici tor Sancti Cusme.
a chiesa era lunga circa dieci metri e larga cinque, vi si trovavano ben quattro altari, ma appena un secolo dopo, durante la visita pastorale del vescovo Ormaneto di altari ne era rimasto uno solo. Annesso alla chiesa vi è una casetta, che era adibita a dormitorio, ed era già descritta al tempo della visita di Gregorio Barbarigo del 1665. Essa fu abitata da eremiti fino alla metà del secolo seguente. Nel 1915 diventò curazia autonoma; nel 1922 iniziò la costruzione della nuova chiesa che venne inaugurata nel 1926. Il campanile fu terminato nel 1931. All’interno nell’abside, dietro l’altare maggiore, una grande tela rappresenta il Salvatore con ai suoi piedi, alla sinistra sant’Antonio e san Cosma e alla destra san Damiano e san Bovo. L’opera di autore ignoto può essere datata sul finire del secolo XVII, secondo la perizia fatta dopo un recente restauro; conserva il suo aspetto originale solo nella parte inferiore dove sono dipinti i quattro santi. Cosma ha il copricapo in uso dai medici di Padova, ossia un tocco nero, porta il mantello dottorale di ermellino e su questo una cappa nera, ha sembianze di uomo maturo, ma non vecchio, lo sguardo penetrante e intelligente. Il volto è incorniciato da una corta barba nera; nella mano destra tiene un grosso volume e nella sinistra la palma del martirio. Damiano, raffigurato più giovane, ha il capo scoperto, è imberbe e nella mano sinistra ha un ricettario e la palma del martirio.