Pietro Campione (Bari - Alberobello, 1 nov 1945)
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La nuova denominazione delle strade, sopprimendo i nomi di Casa Savoia, spinse i consiglieri comunali d'opposizione a disertare la sala consiliare per numerosi mesi (dal censimento del 1921, Alberobello risulta avere 6354 abitanti), sollecitati ad andarsene anche perché l'Amministrazione Campione tentò di elevare il Comune tra quelli di terza classe per avere un migliore introito del dazio (esosa tassa applicata su prodotti di largo consumo, vino, olio, grano, ... ); anche la maggioranza perdette quattro amministratori che, non condividendo il provvedimento, si dimisero subito; la sollevazione popolare si fece sentire, e altri due emigrarono nelle Americhe. L’iniziativa del Sindaco era tuttavia legittima, egli stava applicando la legge. La tensione, comunque, aleggiava nel piccolo paese. Nei giorni successivi, appena l'avv. Gaetano Re David terminò il suo comizio, si generò un corteo di giovani balilla seguiti dalla banda musicale che, attraversando diverse vie, stava raggiungendo piazza della Vittoria. Vollero impedire l'accesso; l'impedimento fece volare schiaffi e spintoni; comparvero mazze e sedie che ebbero parte preponderante durante la mischia, che alla fine contò numerosi feriti. Non fu un episodio isolato. La tensione tra le parti era appena sopita.
L’Amministrazione Campione, va precisato, fu attivissima: provvide ad ampliare il cimitero, ad avviare la costruzione dell'edificio scolastico, fu consegnato il macello comunale, vennero migliorate molte strade con marciapiedi e zanelle, in via Noci si realizzò il ponte in pietra, ... e innalzò il Monumento ai Caduti che scatenò l'acredine degli avversari politici. Il Prefetto, stanco, 1'11 maggio 1925 decretò la nomina del cav. Enrico Brescia a Regio Commissario; da allora i sindaci non esistettero più. S'era già nel pieno regime fascista. A firma del Segretario politico, figura egemone ormai, circolava un foglio, su cui era riportato: "Facciamo sapere all'Autorità [prefetto Garzaroli] che l'ex-Sindaco deve andar via da Alberobello entro le ventiquattr'ore! ". Va detto che Pietro Campione continuò a vivere in Alberobello, anzi continuò ad interessarsi del nostro paese, non ammainò mai lo stendardo dell'orgoglio, fino a quando non concluse la sua vita terrena 70 anni fa, 1° novembre 1945 [278].