Quel profumo di santità
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Prima di portarlo lì, però, per adagiarlo sull'altare, lo posò su una scrivania posta in sacrestia, offrendolo alla devota presenza dei padri ortodossi e di pochissimi altri fedeli che sostavano occasionalmente in quella sala. I sacerdoti ortodossi, di cui non ricordo il nome, ospitati in quel periodo presso la chiesa russa di Bari, venerarono le reliquie.
All'improvviso si sprigionò un intenso profumo di rose. Il rettore si avvicinò al reliquiario e, incredulo, guardò negli occhi gli astanti. Sorse il dubbio che stesse passando di lì una persona: tutti guardammo in direzione della porta ma era chiusa e non c’era nessuno in corridoio. I presenti si stupirono e rimasero meravigliati. Mentre avvertivamo quella fragranza, assumemmo un atteggiamento di venerazione e devozione. Dopo alcuni minuti quel profumo svanì e il parroco portò in chiesa il reliquiario per esporlo nella nicchia ai piedi dell’altare [16]."