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Rezzago - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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Centro Studi Internazionali Pierre Julien
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ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO

Rezzago

IL CULTO > Italia > Lombardia
ercorrendo la strada provinciale che da Asso sale a Rezzago improvvisamente emerge dallo sfondo della folta vegetazione, stagliata sullo sfondo del cielo azzurro, una splendida torre campanaria in stile romanico comasco. Dopo un chilometro si raggiunge il complesso della antica parrocchiale di Rezzago, dedicata ai Santi Cosma e Damiano, una delle più interessanti opere romaniche del Triangolo Lariano.

Eretta nel XII secolo sulle fondamenta di una chiesa paleocristiana del VI-VII secolo d.C. è situata appena fuori dal nucleo storico del borgo, disposta ad oriente.
La dedicazione ai Santi fratelli "anargiri", cioè farmacisti e medici che esercitavano gratuitamente la loro azione di cura, si spiega con il culto che si diffuse ovunque immediatamente dopo il loro martirio nel IV secolo d.C., per guarigioni ritenute miracolose, e per questo invocati in tempi di pestilenze o di epidemie. L'edificio svolse la funzione di parrocchiale fino a quando, terminati i lavori iniziati nel 1654, il 18 luglio 1674 fu inaugurata la nuova chiesa parrocchiale al centro del paese dedicata alla Natività di Maria Vergine, adempiendo all'ordine del cardinale Federico Borromeo. La struttura attuale ha origine in età romanica nel XII secolo. E' costituita inizialmente da un edificio con abside quadrata, una sola navata principale e campanile, costruito sulle fondazioni dell'abside semicircolare di una preesistente chiesa altomedioevale paleocristiana del V-VII secolo d.C., rinforzata con due corsi esterni di muratura.

L'abside e la navata, divisa in due campate, presentano una volta a crociera. Sopra il portale si trova un'apertura a croce, rimasta intatta secondo disegno e costruzione originali, una caratteristica architettonica tipica delle chiese romaniche del Triangolo Lariano. Nel XVI secolo l'edificio fu completato per assumere la configurazione odierna: una tettoia esterna pericolante divenne parte integrante della chiesa, con l'erezione di una seconda navata laterale e di un altare dedicato a San Giovanni, di cui si conservano le apprezzabili formelle policrome in cotto toscano.

Nel 1757 furono erette nel perimetro esterno della chiesa le 14 Stazioni della Via Crucis, restaurate ed affrescate nell'agosto del 1815 dal pittore comasco Giovanni Moneta, fino alla conversione, nel 1972, degli affreschi ottocenteschi in mosaico ad opera dell'artista Vincenzo Gasperetti di Milano.

La torre campanaria, situata sul lato destro dell'abside, ha la tipica architettura del romanico comasco, simile a quello delle chiese di San Alessandro a Lasnigo, San Pietro a Barni, S. Valeria a Caglio e S. Margherita a Molina di Faggeto. Iniziato nel 1174 e terminato venti anni dopo, il campanile, che fungeva anche da torre d'avvistamento per tutta la valle, ha forma slanciata divisa su cinque ordini, limitati da una fascia con archetti pensili ed il fregio a denti di sega su ogni lato.

Il primo ordine si presenta con una feritoia per ogni lato, mentre i successivi quattro sono caratterizzati da finestre a bifora la cui altezza aumenta ad ogni livello, donando alla torre un notevole slancio verso l'alto, in una stupenda purezza di linee, una caratteristica che rende questo campanile uno degli esempi più armoniosamente compiuti di tutto il territorio.

Uno degli aspetti più interessanti della chiesa è la serie di affreschi riaffiorati negli anni Ottanta nell'abside, nascosti e protetti nel tempo sotto vari strati di calce, probabilmente utilizzati disinfettare i muri e l'aria dopo le frequenti pestilenze medievali durante le quali la struttura funse da lazzaretto. Dagli archivi storici, e da un cartiglio presente nella decorazione di una colonna, si è potuti risalire all'autore, il pittore Giovanni Andrea De Passeris da Torno, un artista molto attivo nella zona del lago di Como e della Valtellina, che li realizzò con contratto di committenza del 11 giugno 1505.

La Crocifissione, inserita in una cornice decorativa semicircolare, una delle più interessanti del Triangolo Lariano per ricchezza compositiva e quantità di personaggi, presenta in primo piano il Cristo con i due ladroni, ai lati estremi i Santi anargiri riconoscibili dai loro strumenti medici, a sinistra San Damiano e dalla parte opposta San Cosma. Completano la scena, sotto il Cristo, Maria Maddalena e San Giovanni, con Maria che è sostenuta dalle pie donne mentre sulla destra un gruppo di soldati si gioca a dadi la tunica di Cristo. Sullo sfondo una scena di cavalieri con bandiere, striscioni e lance da cui emerge un soldato che trafigge il costato di Cristo.

Sulla parete di sinistra dell'abside è raffigurata la Pentecoste. Qui, in una tipica casa ebraica, sono radunati in cenacolo Maria con gli undici apostoli seduti su panche marmoree, mentre attraverso la bifora della fascia superiore, lo Spirito Santo in forma di colomba invia sopra di loro i suoi raggi luminosi. All'esterno del cenacolo è raffigurato San Paolo in un'insolita iconografia, con una lunga barba castana, mentre legge un libro stringendo nella mano un serpente.

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